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“DUFAY E DINTORNI…”

 

 PROGRAMMA

 

CE JOUR DE L’AN - Guillaume Dufay (Ms Bodleian can. 213) 

NE VOUS PLAINDES - Anonimo - (Ms escorial IV. A. 24) 

PETITE CAMUSETE - J. Ockeghem (Montecassino)

JA DIEU, NE DOINT QUE SI FORTUNE SOIT - Anonimo (Escorial)

LEONCELLO - Strumentale (G. Ambrosio - Paris, ital.476)

QUANT LA DOULCE - Anonimo - (Ms Bodleian can. 213)

SE MON FLAGOLET JOLI - Anonimo - (Escorial IV. A. 24)

VERGENE BELLA - Guillaume Dufay (Ms Bodleian can. 213)

DANCE DE CLEVES /FRANCHOISE NOUVELLE - Strumentale Anonimo – (Ms di Basse dance - Bruxelles)

PAR LE REGART - Guillaume Dufay (Ms Oxford canonici Misc. 213)

ENTRE VOUS, NOUVIAUX MARIES - J. Legrant (Ms Oxford canonici Misc. 213)

TOUSJOURS SERVIR JE VEUIL - Anonimo - (Ms Oxford canonici misc. 213)

BELLE QUE VOUS AY IE MESFAIT - Guillaume Dufay (MS Oxford canonici Misc. 213)

N’OES VOUS POINT/ COQ’EN L’ORGE – Anonimo - (Ms Escorial IV. A. 24)

PAR DROIT JE PUIS - Guillaume Dufay (Ms Bodleian can. 213)

 

Nel XV secolo la musica  dei maestri fiamminghi si diffuse in tutta Europa; un’arte raffinata, sapiente e anche astuta, che veniva utilizzata per dare forma ai maggiori generi musicali del tempo. Così nelle Messe e nei mottetti possiamo trovare i nomi dei più grandi artisti del ‘400: Dufay, Binchois, Ockeghem. Questi dedicarono anche particolare attenzione al repertorio profano delle “chanson”, in cui il tema ricorrente dell’amore cortese, spesso sofferto, era fonte d’ispirazione poetica. L’arte del contrappunto si dispiega anche in queste pagine, utilizzando le tecniche  compositive  dell’imitazione, del falso bordone, degli inserti strumentali nelle voci, della tecnica della doppia o tripla chanson, ed altri. Contemporaneamente, negli stessi paesi, si  tramanda la musica autoctona attraverso la prassi del cantar  “a mente”, accompagnandosi con la viella o il liuto, abitudine che ritroveremo nelle frottole per liuto e voce secondo schemi e forme completamente diverse.

In Italia sopravvive una musica più semplice di quella fiamminga; forse non riesce a trovare il luogo e lo spazio per svilupparsi con la stessa dignità, ma trasmette una “quotidianità” , un senso “rustico”, che la rende affascinante.

Alcuni brani trattano argomenti “piccanti”, altri più poetici; l’andamento ritmico delle parti è più omogeneo, l’intelligibilità è garantita.

La vida de colin, è uno  tra i  brani più rappresentativi di questa musica. Il titolo rievoca un tale “ Colin” o “Colinet”, indefinibile membro di una famiglia di giullari e musicisti attivi nel corso del XV secolo. Lo scioglilingua della seconda parte potrebbe rievocare il suono degli strumenti di questi esecutori, così come il loro stato di ebbrezza.

L’Escorial IV a 24  è un manoscritto che contiene un centinaio di brani di carattere profano. In  Aymè sospiri  la prima voce comincia ad assumere un ruolo di maggiore importanza rispetto alle altre, preludiando la nascita della monodia accompagnata. Fate d’arera è sicuramente il brano più “popolare” dell’intera raccolta; basato su un testo che racchiude in sé diverse espressioni popolaresche, nonché dialettali, il brano sembra voler accompagnare una commedia teatrale: il matrimonio forzato, il rifiuto da parte di lei, gli approcci insistenti del marito, ed infine il ricatto, fanno parte di una storia molto vicina alla realtà di certe culture del nostro meridione.

 

 

“ENSEMBLE400”

 

Marcello Serafini – viella, chitarra rinascimentale

Aimone Gronchi – viella, liuto, voce

Maria Notarianni – arpa, organo portativo

Vera Marenco – voce

 

 

 
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